RISTORANTE I PRIORI

RISTORANTE I PRIORI

                    

Il ristorante “I Priori” – il gusto perduto,  prende il nome dal Palazzo nel contesto del quale è situato denominato, appunto, Palazzo dei Priori; le sue quattro torri che costituiscono il c.d. “nucleo delle torri del sec. XII”  gli conferiscono un aspetto maestoso di edificio fortificato.

L’entrata del ristorante si trova a fianco della  duecentesca ex chiesa di S. Pancrazio, oggi auditorium ed occupa proprio la base di una delle torri. I locali sono reduci di un attento lavoro di restauro e risanamento conservativo sotto l’attenta supervisione della Soprintendenza ai Beni Ambientali ed Architettonici in considerazione del vincolo storico e artistico a cui è sottoposto l’immobile.

All’interno del ristorante è visibile un c.d. butto (pozzo di scarico) di epoca medievale, oggi adibito a cantina.

Il ristorante costituisce l’edificio centrale dell’Albergo Diffuso dove gli ospiti si incontrano per la colazione di tipo continentale e dove possono prenotare il pranzo o la cena.

Il ristorante “I Priori” – il gusto perduto, vi invita ad una esperienza gustativa principalmente di piatti della tradizione tarquiniese/cornetana e della Tuscia, con materie prime del territorio, proponendosi di stupirvi con l’utilizzo delle Corniole, frutti antichissimi riscoperti e proposti in più declinazioni, dalla confettura alla mostarda. Il legno di corniolo e i frutti erano già utilizzati dagli etruschi. L’albero ha dato inoltre il nome a Corneto, l’antica Tarquinia e ancora oggi, dopo oltre mille anni, campeggia fruttifero di rosso, al centro dello stemma comunale. I piatti, seppure della tradizione, sono resi attuali e vengono presentati con lo stile che contraddistingue lo chef.

Alle pareti una suggestiva esposizione di scorci del Borgo di Corneto, opere del bravissimo artista locale Giuseppe Cappellacci (Giucappe) intensamente innamorato della sua città natale, scomparso il primo settembre 2020.

Giuseppe Cappellacci pittore è nato a Tarquinia (VT)  il 17 dicembre 1936.

Inizia la sua attività d’artista nel 1965; ha allestito personali e partecipato per invito a varie collettive. Sue opere figurano presso diversi siti istituzionali e collezioni private in Italia e all’estero.

Fondatore del Gruppo Culturale G. Volpini Tarquinia, è ideatore della prima mostra Leonida Marchese.

Il suo nome è inserito nel catalogo “PROPOSTA ALLA QUADRIENNALE ISTITUZIONE E RICERCA”.

Fonda a Tarquinia, 1980, l’associazione culturale “La Lestra”, contribuendo alla nascita e allo sviluppo di iniziative ed eventi artistici di interesse internazionale: da Emilio Greco a Mario Schifano, celebrazioni per 1’8 marzo con la partecipazione del premio Nobel Rita Levi Montalcini.

Parte della sua documentazione figura presso l’archivio per “l’arte italiana del 900” Kunthistorisches Istituto, Firenze, Via Giusti 44.

Giucappe, questa è la firma apposta sulle opere, è pittore figurativo e materico, attraverso la sua pittura ad olio ricrea ancora più vero il paesaggio della sua vita e le architetture che caratterizzano i luoghi della maremma etrusca, della sua città. Le tecniche vigorose, che ha sviluppato in questi 40 anni di ricerca e progressione espressiva, ci consegnano acquarelli, incisioni, acqueforti; olii su masonite, su tela di iuta grezza; smalti su cotto antico e il tutto con inconfondibile cifra stilistica, forza generosa e incontenibile luce.